Dermatologia Clinica

acne

Lo Studio dermatologico del Dott. Patrizio Mulas tratta patologie quali:

  • ACNE
  • CHERATOSI

L’Acne è una infiammazione cutanea che coinvolge i follicoli piliferi e le ghiandole sebacee annesse. Inizia con dei semplici comedoni, meglio noti come punti neri, che si trasformano in seguito in papule e pustole. Si tratta di uno dei disturbi cutanei più diffusi, specie tra i giovani a partire dai 12-13 anni, ma può presentarsi anche in età più adulta, dunque dai 30 anni in avanti.

La causa principale è l’eccesso di sebo prodotto dalle ghiandole deputate. L’età puberale e la menopausa sono i due momenti maggiormente favoriti da questa produzione poiché nell’organismo si verificano importanti modificazioni ormonali generate nel primo caso da un aumento degli androgeni, ossia degli ormoni maschili che anche se in quantità limitate hanno anche le donne nella pubertà, e nel secondo caso dall’aumento del progesterone. Sono persone particolarmente sensibili a questi tipi di ormoni a sviluppare questa dermatosi che in molti casi tende a scomparire da sola dopo un certo numero di anni, ma che rischia di segnare la pelle con profonde cicatrici se non curata adeguatamente.

La fase iniziale dell’acne è caratterizzata dalla formazione dei cosiddetti punti neri (o comedoni) che sono dei veri e propri tappi di cellule o altre sostanze che occludono lo sbocco di uscita di una ghiandola sebacea. Il risultato è un rilievo cutaneo, dato appunto dal rigonfiamento sottostante, dovuto alla secrezione sebacea che non ha più possibilità di scaricarsi all’esterno.

A questa fase, ne succede una infiammatoria (o pustolosa) in cui la cute si riempie di foruncolini gialli determinati da colonie di batteri della pelle che infettano le parti occluse dei dotti escretori sebacei.

C’è poi la forma più grave, la nodulocistica, che, se non trattata adeguatamente, lascia inevitabili cicatrici.

 

 

 

Cheratosi attiniche e Cheratosi seborroiche

cheratosi seborroica

Le cheratosi attiniche sono lesioni precancerose, considerate da molti autori dei Carcinomi in Situ.

Colpiscono, soprattutto nelle aree cutanee fotoesposte, in particolare i fototipi chiari (biondi con occhi chiari, rossi con efelidi).

Si presentano come piccole lesioni palpabili, rosse o biancastre, ruvide al tatto o cheratosiche in superficie, talora sino a formare un corno cutaneo.

Le cheratosi attiniche possono rimanere stazionarie per anni, possono regredire o possono talora evolvere in epiteliomi spinocellulari infiltranti.

 

La cheratosi seborroica è una lesione cutanea benigna esofitica, che può essere pigmentata.

E caratterizzata da una proliferazione di cheratinociti con aspetti basaliodi, che possono presentare una pigmentazione anche marcata.

Talora l’aspetto pigmentato e flogosato con aree di necrosi possono porre problemi di diagnosi differenziale.

 

Le opzioni terapeutiche sono diverse: la crioterapia, la laserterapia, la terapia fotodinamica, alcune terapie mediche topiche con cheratolitici, chemioterapici, immunomodulanti.

 

Crioterapia

La crioterapia dermatologica consiste nell’applicazione di azoto liquido (-196 °c) a scopo terapeutico, con varie metodiche, La tecnica più diffusa si avvale di adatte apparecchiature ( Cry-Ac e Cry-Pro) che spruzzano l’azoto sulla cute dove raggiunge una temperatura tra -40° e -50°c. Si ottiene così il congelamento selettivo delle aree cutanee patologiche.

 

Dermatoscopia

Dermatoscopia

Il Dott. Mulas esegue un attenta analisi tramite la DERMATOSCOPIA.

 

E’ una metodica diagnostica non invasiva che permette di valutare la morfologia e la disposizione di addensamenti di pigmento melanico, anse capillari e vasi ectasici nell’ambito dell’epidermide, della giunzione e del derma superficiale, non apprezzabili alla semplice ispezione clinica.

Sono disponibili diversi modelli di dermatoscopi e di videodermatoscopi.

 

Inoltre si occupa di:

  • MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI
  • MICOLOGIA
  • PSORIASI

Malattie sessualmente trasmissibili e infezioni da HPV

 

Le malattie sessualmente trasmesse (M.S.T.) rappresentano un gruppo eterogeneo di patologie a varia eziologia ma che sono accomunate dalla caratteristica di essere trasmissibili prevalentemente o frequentemente attraverso i rapporti sessuali.

Queste malattie sono in costante aumento in tutto il mondo ed anche nella nostra isola, interessando particolarmente le classi più giovani.

Il riscontro di alcune importanti complicanze quali la malattia infiammatoria pelvica, la sterilità, l'aborto, l'evoluzione tumorale e soprattutto la sempre maggiore diffusione dell'infezione da HIV, evidenziano la grande importanza che può e deve rivestire una corretta informazione ed una campagna di educazione sanitaria tesa alla prevenzione e/o alla diagnosi precoce delle malattie sessualmente trasmesse e delle possibili complicanze.

Tra i fattori che condizionano l'incremento numerico e l'evoluzione epidemiologica di queste patologie sono da segnalare soprattutto l'inizio precoce dei rapporti sessuali, lo scarso uso di protettivi locali, la promiscuità con facilità di rapporti occasionali e multipli e la scarsa educazione sessuale.

E' chiaramente della massima importanza la prevenzione di queste patologie da Human papilloma virus (HPV), che rappresentano circa un terzo di tutte le patologie a trasmissione sessuale (e che hanno una importante correlazione con alcune neoplasie), seguite dalle uretriti ( soprattutto quelle non gonococciche).

In particolare l'infezione prodotta dagli HPV a carico del collo dell'utero, della vagina, della vulva e dell'ano è chiamata in causa quale fattore che interviene nella genesi dei tumori di queste regioni, soprattutto quando sono presenti alcuni particolare sierotipi.

Il frequente riscontro di più patologie associate indica peraltro l'utilità di accertare anche l'eventuale positività alla ricerca degli anticorpi anti HIV , lo studio della sierologia della sifilide e la ricerca della Clamydia tracomatis, del Tricomonas vaginalis e della Neisseria gonorreae.

 

MICOLOGIA

 

Le infezioni superficiali da miceti negli ulti­mi decenni hanno fatto registrare un costante incremento e variazioni epidemiologiche legate alla comparsa di nuovi ceppi patogeni o alla minor presenza di altri.

Ciò è in rapporto con numerosi fattori: la più facile mobilità della popolazione, le mutate abitudini sociali, la diffusione dei vari sport sui campi sportivi o nelle palestre, la convivenza con animali da compa­gnia, quali i cani e i gatti, responsabili della maggior parte delle infezioni derma­tofitiche nei bambini.

Altri fattori predisponenti possono essere fisiologici (prima infanzia), patologici (endocrinopatie, diabete, obesità, malattie croniche defedanti, anemie, emopatie, immunodeficienze), iatrogeni (antibiotici, corticosteroidi, estroprogestinici orali, immunosoppressori, chemioterapici antitumorali), stagionali e climatici (umidità, calore).

L’incidenza delle diverse specie di miceti, che si è profondamente modificata negli ultimi vent’anni, può variare da regione a regione in rapporto anche alle di­verse condizioni di vita o ambientali. Alcune specie risultano più frequenti; altre, invece erano una volta frequenti, ed oggi sono degli agenti eziologici di minore rilevanza epidemiologica.

L’esame clinico, con l'eventuale ausilio della luce di Wood e con il conforto dell'esame microscopico di materiale prelevato dalla lesione, consente abitualmente di giungere ad una corretta diagnosi e di iniziare subito la terapia locale e/o sistemica.

La diagnosi clinica delle micosi superficiali, confermata dall'esame microscopico diretto, dovrebbe essere completata, se possibile, dall'esame colturale su terreno di Sabouraud e Sabouraud-PAS.

La terapia si basa su una vasta gamma di preparati antimicotici, topici e sistemici, altamente attivi e ben tollerati. I farmaci più usati sono la allilamine (la terbinafina e la naftifina), gli azoici (clotrimazolo, miconazolo, econazolo, ketoconazolo, bifonazolo, isoconazolo, tioconazolo, fenticonazolo, sulconazolo, fluconazolo e itraconazolo),la ciclopiroxolamina e la griseofulvina.

 

PSORIASI.

La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle che colpisce nei Paesi occidentali circa il 3% della popolazione generale ed è oggi considerata una malattia infiammatoria sistemica.

Indubbiamente le lesioni cutanee rappresentano le manifestazioni più evidente. In particolare il cuoio capelluto (inclusa la zona retroauricolare), la superficie estensoria di gomiti e ginocchi e la regione lombo-sacrale sono le zone più frequentemente colpite.

La psoriasi può presentarsi a qualunque età, ma più frequentemente dai 10 ai 40 anni, e colpisce con una lieve maggiore frequenza il sesso femminile.

La predisposizione genetica gioca sicuramente un ruolo chiave nella patogenesi della psoriasi. Importanti sono però anche alcuni fattori di tipo ambientale e psico-emotivi, per esempio lo stress, l’impiego di alcuni farmaci (es: il litio), infezioni ed abuso di alcool e nicotina che possono rappresentare dei fattori scatenanti.

La psoriasi può interessare la cute, le articolazioni, le unghie: spesso coesistono lesioni nelle tre sedi.

Dal 6 al 42% (10-30% secondo alcuni AA) dei pazienti con Psoriasi presentano anche un interessamento articolare. Nell’’artrite psoriasica spesso, in circa il 75% dei casi, il coinvolgimento articolare è successivo alle lesioni cutanee e, più frequentemente interessa le articolazioni periferiche.

Il 20% dei pazienti con artrite psoriasica, sviluppa una artrite deformante con severo impatto sulla qualità della vita.

L’interessamento ungueale nella malattia psoriasica è frequente, più di quello che si è portati ad immaginare. Studi statistici riportano percentuali che giungono fino al 50% nei pazienti con psoriasi e fino all’ 80% nei pazienti con psoriasi artropatica.

Piccole depressioni cupoliformi, ispessimenti e alterazioni del colore della lamina accompagnano spesso lesioni cutanee psoriasiche e talora rappresentano un utile indizio diagnostico nel caso in cui le lesioni cutanee non siano univoche, inoltre spesso tali lesioni si accompagnano a dolore (51.8% dei casi) e a limitazioni delle attività quotidiane (nel 58,9% dei casi).

 

La Psoriasi colpisce tutte le popolazioni in misura variabile e non ben definita. Gli studi sinora condotti evidenziano come la prevalenza di questa patologia, cioè il numero dei pazienti che presentano un quadro psoriasico in un dato periodo, è variabile dall’1% al 4.8%, con una maggiore incidenza nella popolazione caucasica. In Italia si registra una prevalenza periodale del 3% circa, dato da cui è possibile dedurre che in Italia ci sono almeno 500.000 pazienti con psoriasi conclamata, un numero che si presume comunque sottostimato con conseguente valutazione più aderente alla realtà di 800.000 - 1.200.000 pazienti con manifestazioni psoriasiche in atto. Ciò significa che attualmente nel nostro Paese sono presenti circa 1.700.000 persone potenzialmente affette da Psoriasi.

I quadri della malattia psoriasica vengono suddivisi in lieve (60%), moderata (25%) e grave (15%), sulla base di alcuni parametri predefiniti

La sindrome metabolica. I soggetti psoriatici possono manifestare una sindrome metabolica, manifestando un aumento del colesterolo, della pressione, dei trigliceridi e un alterato equilibrio di citochine, andando incontro all’obesità. Tutto questo quadro determina un rischio cardiovascolare.

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